Le recenti verifiche della Guardia di Finanza riportano al centro dell’attenzione una disciplina che continua a sollevare interrogativi sulla sua applicazione e sulla proporzionalità delle limitazioni previste. Dopo le pronunce del Consiglio di Stato di ottobre, Kogem richiama la necessità di un confronto sulle regole che disciplinano la rete dei Punti Vendita Ricariche.

20 ottobre 2026 – Kogem News

Le recenti verifiche condotte dalla Guardia di Finanza in Basilicata, che hanno portato alla contestazione di presunte irregolarità nelle operazioni di ricarica dei conti di gioco presso i Punti Vendita Ricariche (PVR), riportano al centro dell’attenzione una questione sulla quale Kogem aveva già espresso, nei mesi precedenti, considerazioni e perplessità di carattere normativo e operativo.

Gli accertamenti effettuati nelle province di Matera e Potenza hanno riguardato differenti modalità di esecuzione delle ricariche, con particolare riferimento al limite settimanale di 100 euro e alla tracciabilità delle movimentazioni finanziarie.

Nel territorio materano, l’analisi retrospettiva delle operazioni relative a un periodo di tre mesi ha consentito di individuare oltre 50 ricariche ritenute non conformi alle disposizioni vigenti. Nel Lagonegrese, invece, le verifiche hanno interessato operazioni per alcune migliaia di euro, effettuate con modalità di incasso differito dei corrispettivi.

Le contestazioni hanno determinato l’avvio delle previste procedure sanzionatorie, con importi che possono raggiungere i 20.000 euro.

Al di là delle singole vicende, sulle quali spetterà alle autorità competenti effettuare le necessarie valutazioni, gli accertamenti rappresentano un nuovo elemento di riflessione su una disciplina che, fin dalla sua introduzione, ha sollevato interrogativi riguardanti la concreta applicabilità delle disposizioni e la loro coerenza con gli obiettivi perseguiti dal legislatore.

Le criticità evidenziate da Kogem prima delle recenti verifiche

Già nel gennaio 2026, attraverso un’intervista pubblicata da Agimeg, il CEO di Kogem, Salvo Vullo, aveva richiamato l’attenzione sulle difficoltà operative connesse all’applicazione del limite settimanale di 100 euro, evidenziando la necessità di protocolli adeguati e di un sistema di controllo capace di garantire uniformità nell’intera rete del gioco pubblico a distanza.

Le osservazioni formulate riguardavano, in particolare, l’assenza di strumenti pienamente interoperabili tra differenti reti concessorie e la necessità di assicurare che gli obblighi normativi fossero accompagnati da procedure tecniche effettivamente applicabili.

Nel corso dei mesi successivi, l’evoluzione delle disposizioni e gli interventi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno contribuito a definire progressivamente il quadro operativo.

Tuttavia, le questioni sollevate non possono essere considerate esaurite esclusivamente attraverso l’introduzione di nuove funzionalità informatiche o il rafforzamento dei controlli.

Il tema riguarda, più in generale, l’effettiva capacità della disciplina di raggiungere gli obiettivi per i quali è stata introdotta, garantendo al tempo stesso condizioni operative chiare, sostenibili e uniformi per gli operatori della rete territoriale.

Le pronunce di ottobre e un nuovo scenario per i PVR

Un passaggio particolarmente significativo è rappresentato dalle recenti decisioni del Consiglio di Stato, intervenute anche nel mese di ottobre 2026, che hanno confermato la legittimità del limite settimanale di 100 euro nell’ambito della disciplina prevista per i PVR.

Le pronunce hanno contribuito a consolidare il quadro giuridico di riferimento, riconoscendo la rilevanza delle finalità di tutela del giocatore e di controllo dei flussi finanziari.

La conferma della legittimità della disposizione, tuttavia, non esaurisce necessariamente il confronto sulla sua efficacia, sulla proporzionalità delle limitazioni e sulle conseguenze che queste possono determinare nell’operatività quotidiana.

È proprio in questa fase che iniziano a emergere, attraverso le attività ispettive e le prime contestazioni, gli effetti concreti di un sistema regolatorio sul quale Kogem aveva già invitato a sviluppare un approfondimento.

Non si tratta di mettere in discussione le verifiche delle autorità, né di anticipare valutazioni sulle singole condotte contestate, ma di riconoscere che l’applicazione pratica delle disposizioni richiede oggi un’attenzione ancora maggiore.

Il confronto non dovrebbe quindi limitarsi alla verifica del rispetto del limite, ma estendersi anche alla valutazione della sua effettiva funzionalità rispetto agli obiettivi di tutela che ne hanno motivato l’introduzione.

Il limite dei 100 euro: una riflessione sulla proporzionalità rispetto alle altre forme di gioco legale

Uno degli aspetti sui quali riteniamo opportuno riaprire il confronto riguarda la differenza di trattamento tra le operazioni di ricarica effettuate presso i PVR e altre modalità di partecipazione al gioco pubblico autorizzato.

Il limite settimanale di 100 euro, previsto per determinate modalità di ricarica dei conti di gioco online, costituisce infatti una restrizione specifica che non trova un’applicazione generalizzata e identica in tutti gli altri segmenti del gioco legale.

Nel settore delle scommesse raccolte attraverso la rete fisica, ad esempio, non opera un limite settimanale generalizzato di 100 euro equivalente a quello previsto per le ricariche dei conti di gioco presso i PVR, pur rimanendo applicabili gli specifici obblighi di identificazione, tracciabilità e prevenzione del riciclaggio.

Questa differenza solleva un interrogativo che merita un approfondimento: quale sia l’effettiva giustificazione di una limitazione così specifica e in che misura essa contribuisca concretamente alla tutela del giocatore rispetto alle altre modalità di accesso al gioco pubblico legale.

La questione non riguarda l’opportunità di ridurre i presidi di controllo, ma la necessità di valutare se gli strumenti individuati siano realmente proporzionati alle finalità perseguite.

Occorre infatti considerare che la tutela del consumatore non dipende esclusivamente dall’introduzione di limiti quantitativi, ma anche dall’efficacia dei sistemi di identificazione, monitoraggio dei comportamenti di gioco, prevenzione e controllo.

La presenza di discipline differenti all’interno dello stesso mercato regolamentato rende quindi opportuno interrogarsi sulla coerenza complessiva delle misure adottate e sulla loro capacità di garantire una tutela effettiva, senza determinare restrizioni la cui utilità concreta merita di essere ulteriormente valutata.

Dalle contestazioni alla necessità di un confronto più ampio

Le verifiche condotte in Basilicata rappresentano un ulteriore elemento che invita a considerare il tema dei PVR non soltanto sotto il profilo sanzionatorio, ma anche nell’ambito di una valutazione più generale dell’attuale sistema regolatorio.

L’analisi retrospettiva delle movimentazioni, il rispetto dei limiti settimanali e le differenti modalità operative costituiscono aspetti che richiedono un quadro di riferimento preciso e un’applicazione uniforme delle disposizioni.

Allo stesso tempo, l’evoluzione normativa e giurisprudenziale intervenuta nel corso del 2026 suggerisce l’opportunità di sviluppare una riflessione più ampia sulle conseguenze delle limitazioni introdotte.

Il punto centrale non è stabilire se le regole debbano essere rispettate, principio che non può essere messo in discussione, ma valutare se l’attuale disciplina rappresenti lo strumento più efficace ed equilibrato per raggiungere gli obiettivi di tutela del gioco pubblico.

Una riflessione che assume particolare importanza anche rispetto alla necessità di preservare la competitività della rete legale, evitando che limitazioni non adeguatamente coordinate con il resto del sistema possano produrre effetti indesiderati.

La posizione di Kogem: è il momento di affrontare la questione con un approccio diverso

Le criticità evidenziate nei mesi precedenti da Kogem, attraverso gli interventi del CEO Salvo Vullo, trovano oggi nuovi elementi di attualità alla luce dell’evoluzione normativa, delle recenti pronunce giurisprudenziali e delle attività di controllo sul territorio.

La conferma della legittimità del limite settimanale non dovrebbe rappresentare la conclusione del confronto, ma piuttosto l’occasione per avviare una valutazione più approfondita sulla sua concreta efficacia e sulle conseguenze operative per la rete dei PVR.

Riteniamo che la tutela dei giocatori, il contrasto al gioco patologico e la prevenzione delle operazioni finanziarie irregolari debbano rimanere obiettivi prioritari, ma che tali finalità debbano essere perseguite attraverso strumenti proporzionati, coerenti e concretamente applicabili.

È quindi necessario affrontare il tema con un approccio che non si limiti all’introduzione di obblighi e all’accertamento delle eventuali violazioni, ma che consideri anche l’effettiva utilità delle misure adottate e la loro coerenza con le altre forme di gioco pubblico autorizzato.

Perché prevedere una limitazione settimanale di 100 euro per determinate modalità di ricarica presso i PVR, quando altre forme di gioco legale non sono soggette a un vincolo quantitativo settimanale equivalente?

È un interrogativo che merita una risposta approfondita, fondata su valutazioni tecniche, dati oggettivi e un confronto costruttivo tra istituzioni e operatori.

La certezza delle regole è fondamentale, ma altrettanto importante è assicurare che tali regole siano efficaci, proporzionate e coerenti con l’intero sistema del gioco pubblico.

Kogem continuerà a sostenere la necessità di fare chiarezza sulla disciplina dei PVR, promuovendo un confronto che tenga conto non soltanto degli obblighi normativi, ma anche delle loro conseguenze concrete e della necessità di garantire condizioni equilibrate per gli operatori del mercato legale.

La tutela del giocatore e il rafforzamento della legalità devono rappresentare obiettivi comuni, da perseguire attraverso misure realmente efficaci e non attraverso differenziazioni regolatorie che meritano ancora oggi un’attenta valutazione.