
A cura del Dott. Emanuele Sipala
29 ottobre 2026
Legge di Bilancio 2027: il contributo del gioco pubblico tra esigenze erariali e sostenibilità del mercato regolamentato
La manovra economica richiama nuovamente il settore dei giochi tra le fonti di copertura finanziaria. L’equilibrio tra maggiori entrate, stabilità delle concessioni e tutela del mercato legale diventa un elemento centrale nella valutazione degli interventi.
L’approvazione del disegno di legge di bilancio per il 2027, annunciata dal Consiglio dei ministri nella seduta del 28 ottobre, riporta all’attenzione degli operatori e degli osservatori del settore una questione di particolare rilevanza: il rapporto tra le esigenze di finanza pubblica e la sostenibilità economica del sistema del gioco regolamentato.
Il comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio dei ministri individua anche il comparto dei giochi tra quelli chiamati a concorrere alla copertura finanziaria della manovra, senza tuttavia specificare, allo stato delle informazioni disponibili, la natura e l’entità delle singole misure.
Le anticipazioni diffuse dalla stampa economica e specializzata prospettano interventi che potrebbero interessare il prelievo erariale sugli apparecchi da intrattenimento, le proroghe delle concessioni del gioco fisico e alcune modalità di organizzazione e gestione dei prodotti di gioco.
Si tratta di indicazioni che richiedono necessariamente un riscontro nell’articolato del disegno di legge e nella relativa relazione tecnica, soprattutto per distinguere gli effetti finanziari attesi dalle conseguenze economiche effettive sull’intera filiera.
Il gettito erariale non può essere considerato una variabile indipendente
Nella valutazione delle politiche fiscali applicate al settore del gioco pubblico occorre partire da un presupposto: il gettito erariale non rappresenta una grandezza indipendente dalle condizioni economiche del mercato che lo genera.
L’incremento delle aliquote di prelievo o l’introduzione di nuovi oneri concessori possono certamente produrre maggiori entrate, ma la loro efficacia deve essere valutata considerando anche le possibili modifiche dei comportamenti economici degli operatori e dei consumatori.
Una maggiore pressione fiscale può incidere sui margini delle imprese, sulle politiche commerciali, sulla distribuzione territoriale dell’offerta e, in determinate condizioni, sugli stessi volumi di raccolta.
Ne consegue che la quantificazione delle entrate aggiuntive non dovrebbe limitarsi a una proiezione basata sui dati storici, ma richiederebbe una valutazione degli effetti complessivi delle misure nel medio e lungo periodo.
L’obiettivo di una politica fiscale strutturalmente efficace dovrebbe essere quello di garantire entrate sostenibili e continuative, evitando che il perseguimento di risultati immediati possa determinare un progressivo indebolimento della base economica sulla quale il gettito viene prodotto.
Il possibile incremento del PREU e gli effetti sulla filiera
Tra le misure anticipate figura un possibile incremento del Prelievo erariale unico applicato agli apparecchi AWP e VLT.
L’eventuale aumento assume particolare rilevanza in considerazione della struttura del tributo, applicato alla raccolta e non al risultato economico netto dell’attività.
Anche variazioni contenute delle aliquote possono pertanto produrre conseguenze significative sull’equilibrio economico dei soggetti coinvolti nella filiera.
L’impatto non dovrebbe essere analizzato esclusivamente con riferimento al concessionario, ma considerando l’insieme dei rapporti economici che interessano gestori, esercenti e altri soggetti coinvolti nell’organizzazione della raccolta.
La distribuzione degli effetti di un incremento fiscale dipende infatti dalla struttura contrattuale, dalla ripartizione dei ricavi e dalla capacità dei diversi operatori di assorbire ulteriori costi.
Per questa ragione, la sostenibilità dell’intervento dovrebbe essere valutata attraverso un’analisi dell’incidenza complessiva del prelievo, anche in rapporto agli obblighi regolatori e agli investimenti richiesti per il mantenimento dell’attività.
Le proroghe concessorie e il problema della programmazione economica
Un secondo elemento riguarda la possibilità di ulteriori proroghe onerose delle concessioni relative alle scommesse, al bingo e agli apparecchi da intrattenimento.
Le anticipazioni prospettano un possibile prolungamento dei rapporti concessori fino al 2029, ma la durata e le condizioni economiche dovranno essere verificate nel testo normativo.
Sotto il profilo finanziario, una proroga onerosa può rappresentare uno strumento attraverso il quale lo Stato acquisisce nuove risorse, garantendo contemporaneamente la continuità delle attività esistenti.
Tuttavia, il ricorso reiterato a questo meccanismo solleva questioni che riguardano la programmazione degli investimenti e la stabilità del quadro regolatorio.
Le imprese operanti in un mercato concessorio devono poter valutare gli impegni economici sulla base di prospettive sufficientemente definite.
L’incertezza relativa alla durata dei titoli, alle future condizioni di gara e all’evoluzione della disciplina territoriale può incidere sulla capacità di programmare investimenti e strategie di sviluppo.
Il completamento del riordino del gioco fisico assume quindi un’importanza che va oltre la dimensione strettamente normativa.
Rappresenta anche un presupposto per favorire una maggiore prevedibilità delle condizioni economiche del mercato e una più efficiente allocazione delle risorse.
Il gioco online e la stabilità delle condizioni economiche
Una valutazione distinta deve essere riservata al comparto del gioco a distanza, recentemente interessato dall’assegnazione delle nuove concessioni ADM.
Il rinnovo del sistema concessorio ha comportato per gli operatori importanti impegni finanziari, ai quali si aggiungono gli investimenti necessari per l’adeguamento alle nuove disposizioni tecniche e organizzative.
La sostenibilità economica di tali investimenti è strettamente collegata alla prevedibilità delle condizioni normative e fiscali.
Eventuali modifiche al regime impositivo, soprattutto se introdotte a breve distanza dall’avvio delle nuove concessioni, potrebbero incidere sulle valutazioni economiche poste alla base della partecipazione alle procedure di affidamento.
Ciò non significa escludere la possibilità di interventi fiscali, ma sottolineare l’importanza di considerarne gli effetti rispetto a un quadro di obblighi e investimenti già definito.
La stabilità regolatoria costituisce infatti un elemento rilevante non soltanto per la tutela delle aspettative economiche degli operatori, ma anche per l’efficienza complessiva del sistema concessorio.
Il rapporto tra sostenibilità economica e contrasto al gioco illegale
La valutazione delle misure fiscali non può prescindere dalla particolare funzione attribuita al gioco pubblico nell’ordinamento italiano.
Il sistema concessorio rappresenta uno strumento attraverso il quale lo Stato organizza e controlla l’offerta autorizzata, imponendo requisiti in materia di sicurezza, tracciabilità delle operazioni, prevenzione del riciclaggio e tutela dei consumatori.
Il mantenimento di un mercato legale economicamente sostenibile costituisce pertanto un elemento funzionale all’efficacia dell’intero sistema di regolamentazione.
Un progressivo incremento dei costi e degli oneri a carico degli operatori autorizzati potrebbe, in determinate condizioni, incidere sulla competitività dell’offerta legale rispetto a quella proveniente da circuiti non autorizzati.
Tale rischio non deve essere considerato una conseguenza automatica di ogni intervento fiscale, ma rappresenta una variabile che dovrebbe essere adeguatamente esaminata nella valutazione delle politiche pubbliche.
La tutela del mercato legale non può essere ricondotta esclusivamente alla salvaguardia degli interessi economici delle imprese.
Essa riguarda anche la capacità dello Stato di mantenere la domanda di gioco all’interno di un sistema nel quale le attività siano identificabili, controllabili e sottoposte a precisi obblighi.
Ogni intervento che incide sulle condizioni economiche del gioco autorizzato dovrebbe essere valutato anche rispetto alle opportunità che potrebbe indirettamente determinare per l’offerta illegale.
È quindi necessario che le politiche fiscali e quelle di contrasto all’illegalità siano considerate parti di una strategia complessiva, evitando che obiettivi perseguiti separatamente possano produrre effetti tra loro contrastanti.
La necessità di una valutazione economica complessiva
Il contributo richiesto al settore del gioco pubblico dalla Legge di Bilancio 2027 dovrebbe essere analizzato considerando almeno tre dimensioni strettamente collegate: il gettito atteso, la sostenibilità economica degli operatori e la capacità del sistema regolamentato di mantenere un’offerta competitiva e controllata.
Un intervento fiscalmente efficace nel breve periodo potrebbe non produrre risultati altrettanto favorevoli nel medio termine qualora determinasse una riduzione significativa della capacità operativa delle imprese.
Allo stesso modo, il ricorso a proroghe concessorie onerose dovrebbe essere valutato non soltanto in funzione delle entrate che può generare, ma anche rispetto agli effetti sulla programmazione economica e sul completamento del riordino.
La relazione tecnica che accompagnerà il disegno di legge rappresenterà quindi un documento fondamentale per comprendere le modalità attraverso le quali saranno quantificati gli effetti finanziari delle misure.
Sarà importante verificare non soltanto le entrate previste, ma anche le ipotesi economiche utilizzate per stimarle e gli eventuali effetti sui diversi segmenti del mercato.
Conclusioni
La Legge di Bilancio 2027 offre l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra politica fiscale e regolamentazione del gioco pubblico.
La necessità di assicurare risorse alla finanza statale costituisce un obiettivo legittimo, ma la sua realizzazione dovrebbe essere accompagnata da un’attenta valutazione delle condizioni economiche del settore chiamato a contribuirvi.
Il gioco pubblico presenta caratteristiche che lo distinguono da altri mercati, poiché la sua attività è strettamente collegata a un sistema di autorizzazioni, controlli e obblighi imposti nell’interesse pubblico.
La sostenibilità economica degli operatori non può quindi essere considerata una variabile estranea alle finalità della regolamentazione.
Al contrario, rappresenta uno degli elementi attraverso i quali il sistema concessorio può continuare a garantire entrate erariali, investimenti e un presidio efficace del mercato.
La capacità dello Stato di ottenere maggiori risorse dal gioco pubblico dovrebbe essere misurata non soltanto attraverso il gettito immediato, ma anche attraverso la possibilità di preservare nel tempo le condizioni economiche che rendono sostenibile e controllabile l’offerta legale.
È su questo equilibrio che dovrebbe fondarsi una politica fiscale capace di coniugare le esigenze della finanza pubblica con la stabilità del mercato regolamentato e con gli obiettivi di tutela che ne giustificano l’esistenza.
Dott. Emanuele Sipala
Analisi riferita alle informazioni disponibili al 29 ottobre 2026, sulla base del comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 e delle anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2027. Le singole misure restano soggette a verifica sul testo normativo e sulla relativa relazione tecnica.

